mercoledì 5 novembre 2008

La missione in Francia Far vivere le chiese ovunque

Il problema dell'abbandono degli edifici di culto

Lourdes, 5. La necessità della presenza di persone, un cappellano o una comunità di laici, che affianchino il parroco in modo che gli edifici di culto siano aperti "più ore al giorno o alla settimana" e che questa apertura susciti la preghiera fra le comunità locali e "ridinamizzi l'affetto" per la loro chiesa: si è discusso su "come far vivere le nostre chiese" ieri pomeriggio all'assemblea plenaria dei vescovi di Francia, in corso di svolgimento dal 4 al 9 novembre a Lourdes. A causa degli spostamenti della popolazione, dell'esodo rurale e del calo della pratica religiosa, anche in Francia non esiste più adeguamento fra la ripartizione degli edifici religiosi e quella della cittadinanza. Un fenomeno che ha suscitato una certa inquietudine, condivisa da una larga maggioranza di francesi, all'idea che delle chiese possano essere sconsacrate o demolite.
Il gruppo di lavoro presieduto dall'arcivescovo di Dijon, Roland Minnerath, ha sottolineato che il futuro dei luoghi di culto dipende essenzialmente dal modo in cui i cristiani li fanno vivere. Minnerath ha dunque incoraggiato i cattolici a utilizzare al meglio e di più le loro chiese proponendo di "creare l'abitudine" di svolgervi la catechesi o di riunirsi a intervalli regolari per recitare il rosario e per pregare, anche fuori dell'orario delle messe. E ha parlato di un "uso cultuale allargato", senza escludere di farvi entrare i turisti, a condizione di "tener conto del carattere spirituale" del luogo. Recentemente nel cantone di Pouyastruc, nel dipartimento degli Hautes-Pyrénées, l'assenza di sacerdoti per benedire le tombe ha scioccato alcuni cristiani. Una prova della penuria di parroci che potrebbe essere "curata" attraverso un maggiore coinvolgimento di cappellani e laici.
"Far vivere le nostre chiese dappertutto, anche nelle zone rurali spopolate": questo dunque il messaggio dei vescovi di Francia. Per raggiungere l'obiettivo servirà creare eventi in occasione delle feste liturgiche e organizzare visite guidate, concerti di musica sacra, percorsi alla scoperta del patrimonio religioso.
I luoghi di culto cattolici in Francia sono circa centomila: 45.000 chiese parrocchiali, in particolare quelle anteriori al 1905 (anno della legge sulla separazione fra Chiese e Stato), sono proprietà dei comuni, che provvedono alla loro conservazione; a esse si aggiungono cappelle, oratori, santuari ed edifici appartenenti a monasteri e ad associazioni diocesane.



(©L'Osservatore Romano - 6 novembre 2008)

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