giovedì 11 dicembre 2008

Petraeus chiede più impegno in Afghanistan

Petraeus chiede più impegno in Afghanistan


Roma, 10. Occorre maggiore impegno in Afghanistan, una cooperazione civile-militare più stretta: è quanto ha sottolineato il generale David Petraeus (in visita ieri e oggi in Italia) capo del comando centrale statunitense con competenza su una parte di mondo che va dall'Egitto al Kazakhstan. Petraeus, che ha incontrato, tra gli altri, il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha detto - durante una conferenza al Centro studi americani, a Roma - che è suo auspicio far aumentare di ventimila persone le truppe americane in Afghanistan. A chi gli ha domandato quanti ne vorrebbe dall'Italia, il generale ha risposto: "Il contributo degli alleati lo deve chiedere la Nato. È una domanda per Bruxelles".
Petraeus ha elogiato il ruolo dei carabinieri nell'addestramento della polizia irachena. Poi ha indicato tra i propri criteri adottati in Iraq il dividere i nemici "irriducibili" dai "riducibili". I primi da "uccidere, catturare"; i secondi "possono essere parte della soluzione invece che del problema, benché significhi negoziare con uomini con il sangue dei nostri sulle mani".
Il generale Petraeus ha avuto un incontro con il ministro della Difesa italiano, Ignazio La Russa. Questi, al termine del colloquio, ha detto che l'orientamento è non aumentare le forze impegnate nei vari teatri. "Se sarà necessario - ha affermato - ci potrà essere un riequilibrio nell'ambito delle forze oggi dislocate all'estero".
Non è vero che l'Afghanistan è per il 72 per cento in mano ai taleban, e non si possono considerare terroristi tutti i taleban: lo ha detto ieri il ministro dell'Interno afghano, Mohammad Hanif Atmar, a Bruxelles, per chiedere all'Unione europea di aumentare l'impegno nella missione di formazione della polizia locale. Un rapporto del Consiglio internazionale sulla sicurezza e lo sviluppo, diffuso lunedì, sostiene che il 72 per cento dell'Afghanistan sarebbe in mano ai taleban che stanno intensificando gli attacchi.



(©L'Osservatore Romano - 11 dicembre 2008)

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