lunedì 8 dicembre 2008

Il metodo di don Bosco e la promozione della persona

Presentato un congresso che si terrà a Roma a gennaio 

Roma, 6. "Sistema preventivo e diritti umani" è il titolo del congresso previsto a Roma da 2 al 6 gennaio e presentato giovedì 4 dicembre alla Sala stampa estera. A promuovere il prossimo incontro su questo tema di attualità è il dicastero della pastorale giovanile della Congregazione salesiana mentre la parte organizzativa viene gestita dal Vis - Volontariato internazionale per lo sviluppo. 

Per i promotori, il prossimo congresso è il punto di arrivo di un lungo percorso intrapreso dalla Congregazione salesiana che ha riletto il sistema preventivo, eredità educativa lasciata da don Bosco, alla luce della promozione dei diritti umani. 
La conferenza stampa di presentazione del congresso d'inizio anno è stata moderata dal giornalista Piero Damosso e con la partecipazione di don Fabio Attard, consigliere del dicastero della pastorale giovanile della Congregazione salesiana, Antonio Papisca, responsabile del centro dipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli, Carola Carazzone, dirigente dell'ufficio diritti umani del Vis. 
Nel corso dell'incontro è stato sottolineato che l'idea di un congresso internazionale che coinvolgesse tutta la Congregazione e la Famiglia salesiana è nata nell'aprile del 2007. L'intento è stato quello di raccogliere, valorizzare e sviluppare l'esperienza dei tanti salesiani impegnati nell'educazione di quindici milioni di giovani in tutti i continenti e nella promozione dei diritti umani, strumento educativo per far crescere i ragazzi all'impegno, alla responsabilità, alla cittadinanza mondiale attiva e responsabile. 
Il punto principale di questo processo di maturazione del tema che viene esaminato a gennaio è stato il messaggio programmatico trasmesso alla Famiglia dal rettore maggiore dei salesiani Pascual Chávez Villanueva all'inizio del 2008. Nel messaggio intitolato "Con il cuore di don Bosco" era segnata la via privilegiata per la realizzazione, nei diversi contesti, dell'impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un mondo più equo, più giusto, più salubre. Strumento di tale processo il linguaggio dei diritti umani che consente il dialogo e l'inserimento della pedagogia salesiana nelle differenti culture del mondo. Per questo il congresso che si apre all'inizio del 2009 si presenta come l'avvio di una formazione culturale nuova sia all'interno della Congregazione che della società civile, in grado d'innescare un processo a caduta in modo da coinvolgere, a livello locale e regionale, le novantesette ispettorie (provincie) salesiane dei centotrenta Paesi dove la congregazione attualmente opera. 
In vista del congresso, si è proceduto con una mappatura delle esperienze e delle aspettative su cinque ambiti:  educazione formale ai diritti umani e sistema preventivo, educazione non formale ai diritti umani e sistema preventivo, educazione informale ai diritti umani e sistema preventivo, promozione di diritti umani, protezione di diritti umani. Inoltre è stato compilato e poi inviato un questionario ai duecento superiori salesiani, i cui risultati saranno il documento di partenza del congresso stesso.



(©L'Osservatore Romano - 7 dicembre 2008)

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