Dopo avere ricordato che il beato
Giovanni Paolo II (1920-2005) ebbe a definire Ildegarda «luce del suo
popolo e del suo tempo», Benedetto XVI osserva che «come per ogni
autentica esperienza umana e teologale, la sua autorevolezza supera
decisamente i confini di un’epoca e di una società» e s’impone a noi
ancora oggi. La ragione è la «straordinaria armonia tra la dottrina e la
vita quotidiana», ispirata alla Regola di san Benedetto (ca. 480-547) e
accompagnata da una straordinaria «capacità di penetrazione delle
realtà celesti».
Il Commento continua sul Quintuplo
